Sull’orlo, a rifiorire

Esplodersi dentro per ricomporsi anno dopo anno, frammento dopo frammento, scheggia dopo scheggia… conficcata una sull’altra, tra vene e cuore, per pulsare sangue e amore lassù, più su, ancora più su, fino a questa piramide di vetro e tendini, tesi a costruire un sogno di cattedrale imponente e fragile, come un’offerta di uomo, un sacrificio umano in tempi spolverati da ogni cosa in qualche maniera, o forma, divina… Un canto fermo in gola, che tanto vale tagliarla, questa gola, perché qualcosa almeno sgorghi, sbocchi fuori, come un bacio affamato che sbrana una preda mai così tanto amata, che chiede una morte congiunta, una copula che sia nascita di dolore così intenso da rovesciarsi in gioia, come canto di cigno… un rigurgito di antica, immemorabile preghiera da piantare in terra perché un giorno germogli e cresca e infine fiorisca alta in cielo, perché il cielo ne sia tutto ricoperto, invaso, esaurito e compiuto.

E la pioggia che d’improvviso cade lava l’anima, la pioggia scorre e se ne porta via brandelli da spargere nel mondo. A seminare nuovi mondi, da guardare sempre e comunque, dall’orlo… a rifiorire.

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4 pensieri su “Sull’orlo, a rifiorire

  1. Che bello Poeta quest’uomo disintegrato, esploso e ricomposto in mille schegge e frammenti. Mi ricorda le opere di Gaudì che creano un mondo colato da sabbia magica.
    E’ un uomo che sa vivere anche sbranando la vita e prendendosi l’amore che gli dona linfa vitale, liberando il grido che è in lui che reclama la pioggia che spargerà i suoi brandelli che lo faranno rifiorire ancora migliore.

    Grazie Danilo per queste parole forti e vitali e per questa splendida musica.
    Ti abbraccio.
    Annamaria

  2. Davvero l’amore disintegra, trasforma la tua interezza in tessere di mosaico che si scompongono e ricompongono.
    Sull’orlo, dove alcune potrebbero cadere.
    Ma il cuore in fondo é un ermafrodita…
    Bellissimo testo.
    Grazie Danilo

  3. Quando ci si sente esplodere dentro è come quando si frantuma un cristallo, miriadi di
    pezzetti di vetro ove il tutto si riflette.
    Poi chiudi gli occhi senti una musica, la pioggia scende e goccia dopo goccia l’anima si ricompone.
    Grazie Danilo bellissimi versi, bellissima musica.
    Una serena giornata

  4. Mi mette in ansia la mia spaventosa inadeguatezza a penetrare il senso compiuto delle
    sue elaborazioni. Mi abbandono, passivamente, come ascoltando musica senza conoscere una nota, ma con un godimento ancestrale. Ed anche qui vengo trafitto dolcemente, con progressione incalzante, da immagini vorticose, eppure attraenti. Sono spettatore incerto, di uno spettacolo di cui avverto la straordinaria brillantezza, da parole stupende mai ascoltate,da visioni,sensazioni, pulsioni. Tutto così indecifrabile, ma incomprensibilmente appagante, emozionante.

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