Di là, gli amanti

Henri Gervex, Rolla (1878)

la distorsione di quel che hai detto
mi convince del non so che tra noi
se non quell’odore che aspro ci tiene
come vittime offerte al più cupo mimo,
piccolo figlio di una stagione inerte,
quando sul sole corresti e tra i cuscini
ingenua maga delle ore che colano a picco
nel mistero affilato dai tuoi seni
canto di te contro la minaccia appesa
all’uscio di quella porta, socchiusa
come l’ultima chiamata prima di partire.

Di là, gli amanti – Versione audio:

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7 pensieri su “Di là, gli amanti

  1. complimentoni, soprattutto per gli innumerevoli e qualificati consensi che ricevono i tuoi post quotidiani, devo dire piuttosto femminili… scherzi a parte: bella poesia, meno mi solletica l’accostamento odierno, ma è un problema da sempre mio con Brian Ferry. Toni Zimmer

    1. Grazie Alessandro. Provo a risponderti così, con Verlaine…:

      De la musique avant toute chose,
      Et pour cela préfère l’Impair
      Plus vague et plus soluble dans l’air,
      Sans rien en lui qui pèse ou qui pose.

      Mi schermo dietro la sua “Art poétique”…
      Un abbraccio,
      DB

  2. Bella e ricca di suggestioni. Ma ricordati Danilo che le donne hanno un seno (solco) solo, sono le tette che sono due!
    ‘Notte
    Cesare

    1. e chi ti dice, caro Cesare, che non abbia mai incontrato una donna con due seni… 😉

      Grazie di cuore per il tuo commento.
      DB

      1. Cioè 4 tette? Un fenomeno felliniano o un mostro-divinità da adorare in silenzio…
        Un abbraccio
        Cesare

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